14 Dicembre, 2019

La Necropoli di Anghelu Ruju (3500-1800 a.C.)

By on 14 Marzo, 2019 0 123 Views

Si tratta di uno dei più interessanti e grandi cimiteri preistorici di tutta l’isola: si contano ad oggi 40 grotticelle scavate in un lungo banco di arenaria, utilizzate a partire dal Neolitico Recente fino all’età del Bronzo.
Chi visita questo sito archeologico inevitabilmente osserva la fusione fra il mistero e il rispetto riservato al culto dei morti e la grande considerazione che gli uomini di un tempo dovevano avere per la natura. Il lavoro umano infatti si integra e confonde perfettamente con quello della natura.
In alcune delle più belle grotticelle è possibile ammirare simboli propiziatori e sacri tipici del periodo neolitico ed enolitico segnati in bassorilievi ed incisioni.
All’interno delle piccole stanze si possono ammirare gradini, pilastri, false porte ed architravi, finte finestre e cornici: non a caso sono state scambiate per delle vere e proprie case di creature piccole e fatate.
Degna di nota, fra le altre, la tomba A, con un bellissimo portello scolpito nella pietra. La domus mette in mostra inoltre un finto architrave in rilievo sul quale sono raccontate protomi taurine, probabile rappresentazione della divinità maschile.
Da non perdere anche la tomba XXVIII nella quale sono rappresentati simboli che parlano della divinità femminile e maschile. Sono infatti presenti due protomi taurine a doppie corna e testa, schematizzata in forma di rettangolo con all’interno cerchi concentrici incisi.
Il complesso archeologico si trova in località I Piani a 9 km dal mare, mentre i reperti ritrovati in loco sono ora esposti al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e al Museo della Città di Alghero.

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